In Egitto Omar era andato a scuola ogni tanto, a giorni alterni, fino ai 12 anni. Poi gli avevano detto che era grande e che poteva aiutare la famiglia, così aveva iniziato a lavorare, come contadino e poi come imbianchino.

Gli piaceva il lavoro, era bravo, forte e imparava in fretta, ma non gli piaceva che i soldi non bastassero mai, così un giorno aveva deciso che doveva cambiare qualcosa e che partire era l’unico modo di farlo. Non importava che la sua famiglia gli dicesse di aspettare, era grande e poteva decidere per sé.

Arrivato in Italia, aveva scoperto di non essere poi così grande: doveva andare a scuola, per imparare la lingua, e a 15 anni per la legge italiana era troppo piccolo per lavorare. Ma a Omar la scuola piaceva poco anche in Egitto e, soprattutto, lui era arrivato in Italia per guadagnare, aveva perfino litigato con la sua famiglia per questo.

Arrabbiato, deluso, spaesato, si sentiva un leone in gabbia, costretto da limiti, regole e obblighi che non voleva avere, reagiva all’impotenza con una rabbia che non era capace di gestire e che lo portava a volte a diventare aggressivo, spaccare porte, lanciare oggetti, mettendo a rischio sé stesso e gli altri.

Un giorno aveva incontrato qualcuno che apparentemente aveva tutto: libertà, nessuna regola, divertimento, abiti firmati, ragazze, soldi. Aveva cominciato a saltare la scuola, a non tornare alla sera, a farsi qualche canna, a frequentare i luoghi della microcriminalità. Era stato denunciato: rapina in concorso, due volte. Due suoi amici erano stati arrestati, uno al Beccaria e uno a San Vittore.

In quel momento la sua assistente sociale e la comunità avevano scelto di chiedere l’attivazione dell’équipe multidisciplinare del progetto Fr-Agile!. Gli adulti sapevano che lui, nonostante tutto, aveva tante risorse e potenzialità per diventare uomo, solo che non era ancora pronto per esserlo fino in fondo. Gli servivano allenamento e reti protettive, per cadere senza farsi troppo male.

Omar aveva accettato, con fatica e forse per paura, e si era lasciato guidare.

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Così è tornato a scuola e senza fatica è diventato il primo della classe. Quando ha compiuto 16 anni ha iniziato a frequentare il CPIA serale e di giorno ha avviato una borsa lavoro. Anche qui va alla grande: è un ragazzo simpatico ironico, si fa voler bene. E ormai parla italiano come pochi altri.

Il suo educatore lo aiuta a riconoscere e rinforzare i punti di forza, a imparare a gestire le preoccupazioni, la fatica dell’attesa e le frustrazioni, che rimangono punti dolenti, ma non compromettono più le sue scelte, anche se alcuni aspetti di sofferenza profonda di Omar sono ancora lì, con la loro imprevedibilità e il loro peso. Da qualche tempo, Omar ha accettato di avere uno spazio psicologico individuale con la psicologa del progetto Fr-Agile. Ad oggi si è presentato tre volte su cinque, ma ieri ha detto che domani ci andrà.

Ha capito di non essere ancora grande, ma sta cercando la sua strada per diventarlo.

Grazie, perché mi hai fatto capire che cosa significa davvero “essere grandi”. Con te ho capito che sono forte, ma non come credevo io.