Gennaio, tre gradi sotto zero. Chi dorme in strada, come molte delle persone che frequentano il centro diurno La Piazzetta, deve sapere come “sopravvivere” a condizioni di vita così estreme.

Bisogna scegliere il posto giusto per il proprio giaciglio: un luogo che, oltre a essere relativamente “sicuro”, sia anche riparato dagli agenti atmosferici. Un angolo un po’ nascosto può permettere di dormire un paio d’ore in più, ma è necessario immaginarsi dentro quello spazio, prevederne i movimenti, le luci, i rumori per capire se sarà veramente adatto. Per esempio, in Piazza Duomo o nelle vie limitrofe, già alle cinque del mattino arriveranno le forze dell’ordine, gli operatori ecologici o i commercianti, pronti a svegliarci — più o meno gentilmente — per farci “sloggiare” e lasciare spazio ai turisti e ai lavoratori. Ma sarà anche più facile essere raggiunti dalle associazioni che portano aiuto alle persone in grave emarginazione e “coprono” le zone più centrali: il giaciglio deve quindi essere collocato in un punto che sia abbastanza visibile da essere raggiunto, ma non così esposto da diventare vulnerabile. Anche tutto questo richiede uno sforzo di immaginazione.

I treni fermi nelle stazioni sono un buon luogo dove dormire, soprattutto se si scelgono i treni lasciati accesi durante la notte, così da trovare il riscaldamento in funzione. Qui la fantasia diventa indispensabile per riuscire a salire a bordo, superando le porte chiuse dei vagoni in sosta. Il numero ideale è tre persone: due tengono le porte aperte mentre la terza entra per prima; poi si ripete l’operazione e chi è già salito fa pressione dall’interno.

farsi prossimo grave emarginazione l'immaginazione

Un altro elemento cruciale è trovare i cartoni da usare come materasso. Alcuni negozianti hanno l’abitudine di non romperli e di “donarli” a chi ne ha bisogno, quindi la scelta del luogo deve tener conto anche di questo. Ogni sera serve trovare un cartone nuovo invece di riutilizzare quello della notte precedente: è difficile trovare un posto dove lasciarlo e ritrovarlo intatto. Portarlo con sé durante il giorno sarebbe possibile, certo, ma molti si vergognano, perché camminare con un cartone significa comunicare a chiunque si incontri la propria condizione.

Quando si dorme gli oggetti di valore — documenti, contanti — vanno messi sotto gli strati di vestiti: se qualcuno tenta di rubarli il contatto con la pelle aumenta la possibilità di svegliarsi in tempo. E poi bisogna occuparsi delle scarpe, perché se le lasciamo ai piedi mentre dormiamo, rischiamo di trovarci scalzi al risveglio: vanno tolte e messe nello zaino che viene usato come cuscino, infilando una spallina sotto l’ascella.

Ogni giorno le persone che incontriamo alla Piazzetta ci raccontano come l’immaginazione sia qualcosa di indispensabile, una costante del quotidiano, per chi, senza dimora, deve riuscire a “sopravvivere” a una situazione estrema come la vita in strada. Una risorsa invisibile, ma essenziale.

Per una persona senza dimora l’immaginazione è qualcosa di indispensabile, una costante del quotidiano.