Buongiorno, sono Alessandro, ho 19 anni e vengo da Milano.
Ho pensato di scrivere questa lettera, perché credo che condividere la mia storia possa essere d’aiuto per chi in questo momento si trova in una situazione complessa. Mi rivolgo a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che hanno bisogno di supporto, ma anche alle loro famiglie.
Il periodo di più grande difficoltà che ho vissuto nella mia vita è stato attorno alla pandemia: essere stato confinato in casa per quel lasso di tempo mi ha chiuso in me stesso, mi ha reso fragile a livello sociale.
Da quel momento in poi, ho quasi sempre avuto difficoltà nel mantenere rapporti umani di qualsiasi tipo; e così, col tempo, andare a scuola è diventato sempre più difficile, troppo faticoso. Già non amavo molto la scuola, era un luogo dove avevo sempre fatto fatica a sentirmi accettato, e in più da sempre avevo difficoltà a concentrarmi durante le lezioni e nello studio. Così, dopo essermi ritirato per 2 anni di fila in terza, ho semplicemente mollato.
Nello stesso anno dell’ultimo ritiro, ossia il 2023, ho avuto un periodo da “simil-hikikomori”: uscivo ogni tanto solo per portare fuori il cane; tra gennaio e settembre di quello stesso anno, credo che le mie “escursioni” fuori casa si possano contare sulle dita di una mano.
Poi è arrivato il mio diciottesimo compleanno, a settembre 2023, e qualcosa dentro di me è scattato inconsciamente. Solo a posteriori mi rendo conto che era la voglia di cambiare la forma che aveva preso la mia vita e cercare di superare gli ostacoli.
All’inizio è stato davvero difficile, ma nonostante tutto pian piano sono riuscito a riprendere la costanza nelle visite al CPS. Nel frattempo sono riuscito ad entrare in contatto con Gabriele, il mio attuale educatore, e la sua cooperativa. Con lui sono riuscito finalmente a dare una regolarità alle visite, e, lentamente, anche a ricominciare ad uscire, sia con lui che poi con i miei amici. Amici che sono rimasti sempre al mio fianco e hanno contribuito a rendere possibile il cambiamento che ho vissuto.
Adesso, dopo tutto questo tempo, inizio a vedere i risultati degli sforzi e delle sofferenze che ho passato: infatti, dopo un primo tirocinio tra ottobre e dicembre dello scorso anno, ora sono riuscito a trovare un lavoro effettivo e ho intenzione di riprendere la scuola.
Nel mio percorso di miglioramento, per me è stato fondamentale avere accanto persone che hanno creduto in me, come i miei amici, la mia ragazza, le dottoresse che mi hanno seguito, Gabriele stesso.
Vorrei chiudere questa lettera con un pensiero finale, che dedico a tutti: non bisogna arrendersi di fronte a nulla, e soprattutto, non avere paura di chiedere aiuto, non è un segno di debolezza, ma proprio il contrario!
Grazie a tutte le persone che mi sono state accanto anche quando io non volevo nessuno intorno. È solo grazie a loro che ho ricominciato a credere in me stesso, loro non avevano mai smesso di credere in me.